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 In occasione della chiusura del Centenario futurista, sono state inaugurate nelle città di Cosenza e Rende due importanti eventi espositivi, nei quali, si è inteso celebrare, non solo l’arte del Futurismo, ma soprattutto evidenziare l’importante contributo meridionale, ed in particolare calabrese, allo sviluppo e alla fama di tale movimento culturale. Il primo evento, dal titolo “Zang Sud Sud – Boccioni Balla Severini e il Futurismo Meridionale”, si è svolt o nel “Museo del Presente” sito in Rende, comune attiguo al capoluogo bruzio. Il secondo grande evento espositivo, ha riguardato, invece, le opere di Umberto Boccioni eccellenza artistica calabrese; “Omaggio a Umberto Boccioni”, ripartito tra il Maon (Museo d’arte dell’Otto e Novecento) di Rende e la Galleria Nazionale di Palazzo Arnone, suggestivo scorcio nel centro storico della città di Cosenza. Nella mostra “Zang Sud Sud”, i fruitori, hanno potuto godere della visione di opere, provenienti da collezioni private, e alquanto rappresentative, di autori quali Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini, Carlo Carrà, Luigi Russolo, storici firmatari del famigerato Manifesto del 1909 su “Le Figarò”, ed alcuni tra i principali futuristi italiani, tra cui Ardengo Soffici, Ma rio Sironi, Joseph Stella, Fortunato Depero, Benedetta Marinetti, Emilio Notte, Aterol, Novo, Angelo Maino, Mino Delle Site, solo per citarne qualcuno, e alcuni futuristi Calabresi come Antonio Marasco, lo stesso Umberto Boccioni, Enzo Benedetto e Angelo Savelli. Si è qui tracciato una sorta di filo conduttore, attraverso il quale è stato possibile percorrere lo sviluppo e la diffusione del movimento futurista in tutto il territorio italiano, legato a quel desiderio di totale mutamento della società e del modus vivendi dell’epoca, di una cultura che, ancora, secondo i Futuristi, era estremamente legata al positivismo ottocentesco ed ad una visione accademica del sapere. L’industrializzazione imperante, le grandi scoperte scientifiche e l’applicazione delle stesse alla quotidianità, aveva dato materia di espressione artistica e culturale in genere agli aderenti al nascente movimento, per reinterpretare il vissuto e, soprattu tto, progettare un futuro che si distaccasse completamente dal passato, per proiettarsi in un “luogo del vivere” totalmente nuovo ed innovativo. Marinetti scrive nel Manifesto del 1909: “Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente” e ancora nel 1913 nello scritto “L’immaginazione senza fili” lo stesso affermava: “Il futurismo si fonda sul completo rinnovamento della sensibilità umana avvenuto per effetto delle grandi scoperte scientifiche. Coloro che oggi fanno uso del telegrafo, del telefon o e del grammofono, del treno, della bicicletta, della motocicletta, dell’automobile, del transatlantico, del dirigibile, dell’aeroplano, del cinematografo, del grande quotidiano non pensano che queste diverse forme di comunicazione, di trasporto e d’informazione esercitano sulla loro psiche una decisiva influenza”. Tra i dipinti, gli arazzi firmati “Futurballa” e i disegni vari, è stato sapientemente raccontato, in immagini, un importante quarantennio dell’Italia a livello internazionale e del contributo degli artisti meridionali. Osservando le opere esposte, è stato possibile carpire, nell’immediatezza, i contenuti e i principi propri di quegli anni, attraverso, ad esempio, “l’aeropittura”, ove gli artisti trasponevano il mito del volo ed ancora la caratteristica scomposizione delle immagini in una forma attraversata da una luce imperversante, in una vitalità del colore e delle immagini stesse, estremamente coinvolgenti, in un dinamismo imperante e direttamente tangibile dall’osservatore.
Di altrettanto interesse ed intensità partecipativa, la mostra monografica “Omaggio a Umberto Boccioni”, la quale, ha affrontato, e reso manifesto, il percorso artistico del grande futurista, partendo dalle sue opere divisioni ste, tracciando l’iter che lo avrebbe guidato verso l’espressione artistica futurista. Copioso il corpus di opere esposte: dai lavori grafici, ai dipinti e disegni relativi a studi preparatori, ad alcuni manifesti pubblicitari di un Boccioni cartellonista. Opere, queste, di grande pregio e rilevanza per la comprensione del percorso di maturazione artistica dello stesso. Le opere sono pervenute dalla collezione della Galleria Nazionale di Cosenza (ad esempio la famigerata “Gisella”) , del Museo d’ Arte di Lugano e da alcune collezioni private e pubbliche nazionali e svizzere. Attraverso il percorso tracciato, si è desiderato evidenziare lo sviluppo creativo dell' artista, in un momento di mutamenti storici, sociali e scientifici. Di grande interesse i disegni preparatori, dai quali, è possibile cogliere il lavoro, la perizia, la precisione della ricerca del Boccioni che precludono la preparazione dei suoi lavori. Questo si è manifestato, in maniera fortemente percepibile, negli studi sul cavallo, sul cigno, sul corpo umano, sui paesaggi. Inedito e sorprendente, poi, il Boccioni cartellonista. Intenso e pregnante il colore nei dipinti ad olio come “Cascinale milanese”, “Campagna con alberi”, “Campagna lombarda”, “Sera d’aprile”, “Campagna romana” e tanti altri, ove il corposo e denso uso del colore crea una sorta di contatto diretto, di compartecipazione assoluta alla scena rappresentata. Un panismo artistico, insomma, che ha reso tangibile al fruitore la presenza di una sorta di dinamicità, data proprio dall’uso particolare della pennellata e dei cromatismi, nelle opere, anticipandone le espressioni futuristiche successive. Dunque, un viaggio nella memoria, quello percorso, attraverso opere che hanno esplicato e fatto conoscere al mondo i grandi fermenti di un pezzo di storia della cultura artistica italiana. Didascalie delle immagini Fig.1 Giacomo Balla, Autunno, 1920 ca., olio su faesite, cm 37x57,collezione privata Fig.2 Angelo Maino, Composizione, 1925, tempera su cartone, cm 40x28,collezione privata Fig.3 Domenico Belli, Il trasvolatore, 1934, olio su tavola, cm 41x31,collezione privata Fig.4 Umberto Boccioni, Donna di spalle davanti a una finestra, 1904 ca., tempera su cartoncino, cm 37x29,5, collezione privata Fig.5 Umberto Boccioni, Gisella, 1907, pastello su carta, cm 68x98, Cosenza- Collezione Banca Carime Fig.6 Umberto Boccioni, Contadini al lavoro, 1908, olio su tela, cm 25x35, Collezione città di Lugano Donazione Chiattone Fig.7 Umberto Boccioni, La madre con l’uncinetto, 1907, puntasecca, cm 37x31, Ministero per i Beni e le Attività Culturali Soprintendenza BSAE della Calabria. Scheda tecnica Zang Sud Sud Boccioni, Balla, Severini e il Futurismo meridionale, Museo del Presente, Piazzale John F. Kennedy Roges di Rende (Cosenza), 4 dicembre 2009 al 20 marzo 2010. Orario Visite: da Martedì a Sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00, domenica dalle 16.00 alle 19.00 Omaggio a Umberto Boccioni, Galleria Nazionale di Cosenza, via G. Gravina, Cosenza. Museo d'Arte dell'Otto e Novecento, Palazzo Vitari, Rende. 19 dicembre 2009 - 31 gennaio 2010. Orario visite:da martedì a domenica dalle ore 10:00 -13:00 e 15:00 – 18:00
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