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Il Neues Museum di Berlino è stato riaperto nell'autunno 2009, a distanza di oltre sessant'anni dai bombardamenti che lo avevano semidistrutto. Collocato nella Museuminsel, l'isola sulla Spree che dall'Ottocento rappresenta il cuore culturale della capitale tedesca, il Neues Museum prende nome dal suo esser stato costruito quindici anni dopo il primo museo archelogico; logico quindi che i due musei nel 1845 venissero ribattezzati il Vecchio (Altes Museum) e il Nuovo appunto, entrambi destinati alle collezioni di antichità del regno prussiano. Gli altri musei dell'isola, fino al 1989 parte della Berlino Est capitale della Repubblica Democratica, avevano avuto sorte migliore o per i minori danni subiti durante la guerra o per la realizzazione di opere ricostruttive anche durante il regime comunista; tutti comunque hanno dovuto subire di recente, o subiranno entro breve, impegnativi interventi di restauro. Tra essi c'è il più importante e celebre museo della città, il Pergamon Museum che consente l'impressionante visita dell'Altare di Pergamo ricostruito e della porta di Ishtar in Babilonia. Il Neues Museum era stato colpito profondamente dai bombardamenti alleati; gli oggetti salvati dalle sue collezioni, grazie anche all'attenzione che i nazisti vi posero durante la guerra, avevano trovato nuove sedi, mentre le rov ine architettoniche erano rimaste in balia del tempo e della natura. Dopo la riunificazione, l'incredibile intervento di ricostruzione della città ha toccato anche il vecchio nuovo museo e ne ha fatto uno dei suoi simboli. Quasi a significare la ritrovata amicizia tra i popoli, i principali artefici dell'impresa sono due inglesi, gli architetti David Chipperfield, progettista, e Julian Harrap, restauratore. La filosofia che ha ispirato il restauro è semplice e segue i principi internazionali: dove il danno è grande ma non totale, si ripara perfettamente, dove il danno è totale o investe manufatti artistici, si ricostruisce ma in modo sintetico e in qualche caso neutro. Un'analisi dei lavori di ricostruzione à l'identique eseguiti a Berlino è stupefacente: si va dai mattoni cilindrici di argilla, al loro tempo espressamente progettati per le originali volte di copertura (Fig. 1), rifatti a migliaia, fino ai putti decorativi esterni in zinco rifusi in stampi come gli originali (Fig. 2); si aggiungano le piastrelle dei pavimenti (Fig. 3) eseguite sulla base delle poche sopravvissute, le travi di legno e di ferro, gli affreschi ricomposti e ricollocati (Fig. 4) ...   Eppure, in alcune zone la distruzione era tale che la fedele ricostruzione sarebbe apparsa un falso, secondo la nota teoria di Cesare Brandi. Qui le scelte di Chipperfield e Harrap possono apparire soggettive, perchè qualcuno deve pur decidere il limite d'intervento, ma proprio questo è il motivo per cui esistono professionisti del settore. Lo scalone centrale del Museo era stato completamente demolito dalle bombe, Chipperfield ne ha quindi progettato un altro, volumetricamente simile, ma bianco e severo come un fantasma (Fig. 5 e 6), autentica lama di luce, purissima e nitida, nel cuore del Museo; difficile immaginare qualcosa di meno invasivo e di più efficace, mentre le pareti del vano scale continuano a proporre i danni subiti, come cicatrici. Tutto il percorso nel Museo è peraltro rivelatore di un gusto essenziale ed elegante; ogni dettaglio, compresi i davanzali delle finestre, le maniglie delle porte, gli ascensori, i radiatori, l e tapparelle automatiche, etc. è stato pensato e progettato per non apparire, per scomparire ma allo stesso tempo per esserci, per partecipare di questa straordinaria opera di reinvenzione architettonica e di auto-esposizione. Bisognerebbe a questo punto decidere se osservare soprattutto i reperti archeologici, interessantissimi e collocati secondo le migliori finalità divulgative e didattiche, o se dedicarsi anche, perdendo un po' di vista i materiali antichi, alla struttura museale resuscitata, guardando quindi più i contenitori che i contenuti (un posto a parte merita ovviamente anche l'arredo e la forma delle vetrine); riuscire nell'intento di apprezzarli simultaneamente è possibile, ma - ne sia avvertito il visitatore - sicuramente impegnativo in termini di tempo. Comunque si scelga, di certo non si mancherà di ammirare il celebre busto di Nefertiti (Nofretete per i tedeschi) divenuto simbolo del Museo stesso, collocato in una sala della collezione egizia; e lì accanto, nel salone dei manoscritti, non si potrà non ammirare l'ingegnoso meccanismo a cassetti delle vetrine che espongono a richiesta preziosissimi e fragili papiri coperti di geroglifici. Il sito del museo e la biglietteria meritano un'annotazione. La seconda, per quanto esistente anche in modo fisico, è utilizzabile on line con un sistema efficentissimo: l'utente prenota la fascia oraria della visita, paga on line con carta di credito e ottiene via e-mail il biglietto in formato pdf, dotato di un codice a barre che sarà letto dal personale del Museo all'ingresso per l'accettazione. Il primo, all'indirizzo http://www.neues-museum.de rappresenta una splendida applicazione del concetto di virtualità. Dotato di tutte le sezioni che rendono utile - se non necessaria - la sua navigazione, cioè informazioni complete, catalogo delle opere, notizie storiche, negozio on line, eventi, pubblicazioni, il sito propone un tour virtuale strepitoso, con immagini grandangolari gestibili intuitivamente con il mouse e percorsi in lungo e in largo tramite le piante dei vari piani. Visitare per credere, e per aggiungere il Neues Museum alle meraviglie della nuova capitale d'Europa. Didascalie delle immagini (fotografie di Andrea Bonavoglia) Fig. 1 Particolare delle volte di copertura Fig. 2 Un putto di zinco all'esterno Fig. 3 Piastrelle di ceramica nei corridoi Fig. 4 Corte centrale con gli affreschi parzialmente restaurati Fig. 5 Le nuove grandi scale interne, ricostruite da Chipperfield Fig. 6 Dettaglio delle colonne non restaurate accanto al vano scale Scheda tecnica Neues Museum, Museuminsel, Berlino. Apertura da domenica a mercoledì, 10.00 - 18.00; dal giovedì al sabato, 10.00 - 20.00. Per acquistare online >> Info: +49 (0)30 266 42 42 42. Biglietto intero 10 euro, ridotto 5 euro.
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